Avete mai sentito parlare di RED’S? La Relative Energy Deficiency in sport (Carenza energetica relativa) è una condizione clinica che si verifica quando l’energia introdotta tramite il cibo e l’energia consumata dal corpo, non sono bilanciate. In parole povere, lo sportivo non sta mangiando a sufficienza, intenzionalmente o non intenzionalmente. Di conseguenza, l’energia prodotta dal corpo non è sufficiente per far fronte alle attività di vita quotidiana sommate alla richiesta energetica che deriva dalla pratica sportiva. La RED’s può interessare tutta la popolazione sportiva, atleti professionisti o amatoriali, di qualsiasi età, sia donne che uomini, abili e disabili. In particolare, vanno monitorati specialmente gli atleti che praticano sport in cui il peso gioca un ruolo importante sia da un punto di vista di performance (arrampicata, ciclismo, corsa etc) che estetico (ginnastica, danza, etc.). Purtroppo, nonostante il ruolo fondamentale che questa sindrome può avere sulla salute dell’atleta, il mondo dello sport tra cui coach, famiglie, figure mediche e atleti stessi, ne ignora l’esistenza o interpreta alcuni sintomi come “normali” per una persona che si alleni intensamente. Nel 2018, il Comitato Olimpico Internazionale ha prodotto un documento che riassume i risultati delle ricerche scientifiche finora fatte su questo argomento. Ritengo importante rendervi consapevoli di cosa sia la RED’s per spingere ogni sportivo a prendersi cura della propria salute.

Fino a qualche anno fa si definiva “triade atletica femminile”  una sindrome che interessa le atlete, caratterizzata da amenorrea (assenza del ciclo mestruale), osteoporosi (indebolimento della struttura ossea) e anoressia (inteso come disordine alimentare). La triade atletica femminile è stata ad oggi inglobata dalla RED’s (Relative Energy Deficiency is sport) che, seppur sembri più frequente nelle donne, interessa anche sportivi uomini. Al centro del problema vi è appunto uno scorretto apporto di nutrienti. L’alimentazione è indispensabile per l’essere umano perché consente di produrre energia che viene utilizzata da tutti gli organi e sistemi del corpo. La respirazione, il battito cardiaco, il funzionamento cerebrale, il sonno e miriadi di altri processi chimici dipendono dall’alimentazione. Il corpo inoltre utilizza energia ricavata dal cibo durante la pratica dello sport, e ne utilizza tanta più quanto più intensa è l’attività svolta. Se durante la pratica sportiva i muscoli finiscono le riserve energetiche a disposizione, il corpo è costretto a sottrarre energia ad altri processi fisici, instaurando progressivamente problemi a carico di altri organi.

Quali sono organi e sistemi che possono non funzionare in modo ottimale quando si instaura un deficit energetico (RED’s)?

  • Il tessuto osseo diventa più fragile (osteoporosi) esponendo l’atleta al rischio di fratture da stress. 
  • Il sistema endocrino non funziona più in modo ottimale inducendo malfunzionamento della tiroide (alterazioni della percezione dell’appetito), della produzione dell’insulina (legata al diabete)e del cortisolo (legata allo stress) per citarne alcuni
  • Rallentamento del metabolismo anche a riposo, per preservare l’energia
  • Alterazioni della composizione sanguigna e della produzione di globuli bianchi, con aumento del rischio di contrarre infezioni
  • Equilibrio psicologico alterato
  • Il sistema cardiovascolare  abbassa  la pressione sanguigna e rallenta il battito cardiaco
  • Disfunzioni dell’apparato gastrointestinale
  • Ritardo dello sviluppo e della crescita nei giovani atleti
  • Assenza del ciclo mestruale (unico sintomo esclusivamente femminile). Contrariamente a cosa spesso si senta dire, l’assenza delle mestruazioni NON è normale in un atleta, neppure durante periodi intensi di allenamento e va sempre indagata.  

Sostanzialmente, il corpo entra in una modalità di risparmio energetico tutt’altro che salutare ma necessaria alla sopravvivenza. È importante sapere che non tutti questi sintomi interessano ogni atleta con RED’s,ma il deficit energetico può manifestarsi in modo diverso a seconda delle caratteristiche della persona.

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Le conseguenze di una carenza energetica relativa per uno sportivo mettono seriamente a repentaglio la salute fisica e mentale dell’atleta e inducono un importante peggioramento della performance, visibile specialmente nel lungo termine.

  • perdita sia di forza che di resistenza della muscolatura
  • l’allenamento non produce i risultati ipotizzati
  • la concentrazione e coordinazione non sono più ottimali, rendendo difficile prendere decisioni velocemente (ad esempio quando provate un tiro a vista, o movimenti dinamici)
  • Frequenti infortuni, stanchezza generalizzata e frequenti malattie (es raffreddori, influenza, altre infezioni)

Questi ultimi tre sintomi, se persistono per più di 3 mesi danno un chiaro segnale che l’atleta possa avere una carenza energetica relativa. Nelle donne questi segnali spesso sono accompagnati  all’assenza del ciclo mestruale, ma non è sempre così! A volte, alterazioni del ciclo compaiono solo dopo diversi mesi. Se vi riconoscete in questo quadro clinico è bene che vi rivolgiate presto a un medico sportivo, che saprà aiutarvi nel pianificare la strategia di recupero. 

Affrontare una carenza energetica richiede impegno e la supervisione di uno staff medico che potrà accompagnarvi in questo percorso, che vi salvaguarderà come persone e renderà atleti più forti. Gli obiettivi principali sono: 

  • riposare di più
  • rivedere il piano di allenamento
  • introdurre più energia in modo bilanciato e possibilmente aumentare un po’ la massa grassa. 

Nelle donne l’utilizzo della pillola contraccettiva è sconsigliato, perché maschera il problema e non protegge dalla fragilità ossea. Per molti atleti non è facile decidere di affrontare il problema, specialmente se non percepiscono il rischio per la loro salute a cui stanno andando incontro. Inoltre, un atleta con RED’s , per quanto possa avere dei buoni risultati sportivi, non sta raggiungendo il suo livello massimo di performance. In base alla gravità della carenza energetica potrebbe volerci molto tempo per guarire perché il corpo deve riconquistare il proprio equilibrio energetico. Prima riconoscete il problema, prima riuscirete a risolverlo. Non aspettate! 

Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo di leggere 

IOC RED’s consensus statement 2018